Jacopo Di Biase: scrittore

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Le strade a volte non sono fatte di ciottoli o di bitume. Senza salite affannose o pendii frettolosi. Ci sono giorni in cui sembrano non esistere nemmeno. Si alleggeriscono della propria materia. Smarrite (divertente immaginare in questo modo una strada), riescono a conoscersi più intensamente.

Voci, colori, aromi, racconti scritti a penna sui muri, sfumature, ricordi, perfino lividi. Laddove impari a restare impressa, solo allora la strada si fa viaggio.

Ed è proprio di una strada di tal sorta ciò di cui chiacchiereremo con Jacopo Di Biase nelle righe che seguono.
Jacopo Di Biase: scrittore e nomade digitale italiano

1. Jacopo, in due parole: Chi sei? Dove ti trovi attualmente e in cosa consiste la tua attività?

Ciao a tutti! Jacopo Di Biase, classe 1988, vivo da nomade dal 2015. Attualmente mi trovo in Abruzzo; sto trascorrendo qui un periodo di circa tre mesi e presto mi sposterò in Bulgaria. Poi, chi lo sa? Fino a non molto tempo fa portavo avanti in parallelo due attività: scrittura e vendita online. In questo momento, però, mi sto concentrando sulla scrittura.

2. Cosa ti ha spinto a diventare nomade digitale e qual è il percorso che ti ha portato fin qui?

Tutto è partito dal mio primo viaggio “zaino in spalla” nel 2015. Stavo bene a casa, non ero una persona insoddisfatta, ma quell’esperienza mi ha fatto capire che là fuori c’era molto di più. Così ho mollato tutto e ho comprato il mio primo biglietto di sola andata. Da quel momento a oggi ho vissuto in quattro nazioni e attraversato una trentina di paesi, e sento che tutte queste esperienze mi hanno fatto crescere enormemente come persona. 

Dopo una fase iniziale di nomadismo, nella quale cercavo lavoro sul posto per mantenermi e continuare a viaggiare, il mio percorso ha preso una direzione diversa quando, ho incontrato la scrittura. Mi sono presto reso conto che scrivere non solo mi piaceva, ma che arrivava a farmi emozionare. Le persone che mi seguivano sui social media sembravano apprezzare molto, e io ho sentito di avere qualcosa da dire. Sono giunto a scrivere un libro, “Il viaggio che ti cambia la vita”, che sta avendo un buon successo e che mi ha portato poi a firmare il primo contratto editoriale. E ora sto scrivendo il secondo.

Jacopo Di Biase: scrittore e nomade digitale italiano

3. Elenca tre pro e tre contro dell’essere nomade digitale.

Dirò due lati negativi e ben quattro che ritengo positivi.

CONTRO

  • Gli addii. Quando fai questa vita ce ne sono tanti. Non è mai facile salutare persone con cui hai legato e a cui ti sei affezionato. A volte te ne vai tu, a volte se ne vanno loro. Ma devo riconoscere che questo “contro” ha anche una componente “pro”: ti insegna a vivere nel presente e a goderti al massimo ogni momento. Questo è un aspetto fondamentale per vivere al meglio la propria vita e le proprie giornate.
  • Relazioni di coppia. Essendoci poche persone che vivono da nomadi non è così semplice trovarsi. Inoltre, vivendo una vita di possibilità illimitate (parlo proprio a livello di spostamenti), anche quando ci si trova può essere difficile allineare i reciproci percorsi.

PRO

Ne sceglierò 4, ma potrei farti una lista infinita. 😁

  • La libertà. Vivere con la consapevolezza di poter in ogni momento fare qualunque cosa e andare ovunque si desideri è un’emozione indescrivibile. Non si tratta solo di luoghi e spostamenti, ma anche di uno stato d’animo. Dopo che per svariate volte hai mollato tutto, sei ripartito da zero e vedi che trovi sempre la “quadra”, si diffonde dentro di te la sensazione che puoi raggiungere qualunque sogno e obiettivo, se solo hai voglia di lavorare e impegnarti per esso. L’importante è prestare costantemente un pizzico di attenzione a non perdersi, perché ci si ritrova davanti a così tante possibilità che bisogna essere bravi a restare focalizzati sulle proprie scelte.
  • La ricchezza. Non parlo di soldi, ma del fatto che questo stile di vita ti porta a confrontarti con un gran numero di persone e culture diverse. È un’esperienza, questa, che ti arricchisce enormemente come essere umano, e ti fa crescere a una velocità dieci volte superiore a quella che otterresti restando fermo.
  • La mia famiglia. Non devo scegliere fra poter trascorrere tempo con la mia famiglia e trascorrere tempo dove desidero. Posso averle entrambe.
  • Il mondo. Vedere tutte le meraviglie presenti sul nostro pianeta ti riempie l’anima.

4. Pensi che l’essere nomade digitale possa avere un’influenza sulla nostra società?

Penso che non ne avrà più di tanto, perché si tratta di uno stile di vita adatto a pochi. 

Essere nomade implica non avere una fissa dimora, mentre la maggior parte delle persone si sente più a proprio agio nella stabilità. Quello che però credo fermamente è che vivere anche solo un periodo di nomadismo, o fare comunque esperienze di vita all’estero in contesti diversi da quello in cui si è cresciuti, farebbe bene a chiunque. E, di conseguenza, farebbe bene a tutta l’umanità. Problemi come il razzismo sparirebbero, e ognuno avrebbe molto più a cuore la propria casa, che non è il luogo in cui si trova il letto nel quale dormiamo, ma il nostro pianeta.

Jacopo Di Biase: scrittore e nomade digitale italiano

5. Nel futuro ti vedi ancora nomade o pensi che vorrai stabilire il tuo nido da qualche parte?

Ti rispondo senza esitazione che attualmente mi vedo a vivere da nomade, con un gran sorriso, per tutto il resto della vita. Ma senz’altro sarò sempre attento ad ascoltare il mio animo, nel caso in cui dovessero sorgere sensazioni nuove.

6. Che consigli daresti a chi vuole intraprendere il tuo stile di vita o la tua professione? 

La definizione di ND si compone, non a caso, di due parole distinte. Per me, diventare nomade digitale è stata una conseguenza naturale del voler vivere da nomade. Sono partito dallo stile di vita che desideravo avere per poi costruirci sopra un lavoro, non il contrario.

Tanti ragazzi sono frenati nel provare a partire perché non hanno un lavoro da portarsi dietro. Ma io voglio invitare chi sta pensando di intraprendere uno stile di vita del genere a valutare di invertire il paradigma. Non è necessario avere un lavoro online per salpare verso il mondo. Anzi, per come la vedo io, è molto più semplice costruire un’attività da remoto diventando prima nomade. Questo, per tre ragioni.

  1. L’ambiente. Possiamo essere determinati quanto vogliamo, ma l’ambiente che abbiamo attorno ci condiziona. È inevitabile. Prenderesti mai consigli per migliorare a pallacanestro da una persona che non ci ha mai giocato? Se attorno a te nessuno ha o intende avere il tuo stesso stile di vita, non avrai mai nessuno che potrà consigliarti, aiutarti e contagiarti con il suo entusiasmo. Anzi, spesso accade addirittura il contrario. Avere persone attorno che ti remano contro rende il percorso molto più duro e complicato. Cambiare la propria vita, se è ciò che desideriamo, deve essere una gioia, non una fatica.
  1. Il tempo a disposizione. Se molli tutto e ti trasferisci in un paese dove si vive tranquillamente con 500/800 euro al mese (e ce ne sono molti), puoi permetterti di lavorare al tuo nuovo progetto a tempo pieno, dandogli tutta la tua attenzione. Non credi che questo aumenterebbe notevolmente le tue possibilità di portarlo a termine, e di farcela in un tempo più breve, senza nemmeno lo stress di dover fare due lavori in contemporanea? Diamine, non solo ti sentiresti carico perché stai lavorando al tuo sogno, ma ti sei anche trasferito in un paese nel quale desideravi tanto vivere: in questo modo staresti già camminando sul tuo sogno!
  1. Sei all in. Non avendo più le certezze e gli alibi che avevi stando a casa, non puoi permetterti di battere la fiacca. Inizierai automaticamente a pedalare come un matto, producendo il triplo. Non pensi che questo aumenterebbe notevolmente le tue chance di riuscita?

Tutto questo vale soprattutto per progetti a breve e medio termine, come per esempio crearsi una nuova professione. Per i progetti a più lungo raggio, come il mio di diventare uno scrittore di romanzi, aggiungo un consiglio: non avere fretta. Non vivere il percorso con l’ansia di arrivare a destinazione; non pensare solo alla meta, ma goditi il viaggio, perché la gioia sta tutta nel percorso fatto per arrivarci. 

“Non esiste strada verso la felicità, la felicità è la strada”.

Jacopo Di Biase: scrittore e nomade digitale italiano

7. Minimalismo è di solito una caratteristica che contraddistingue un nomade digitale. Come si fa a chiudere tutta la propria vita in poco spazio e che vantaggi apporta secondo la tua opinione?

Come si fa? Si fa e basta. Quando inizi a vivere da nomade sei costretto a farlo. Less is more, si dice. Niente di più vero. Quando possiedi tante cose, devi inevitabilmente dedicargli tempo, pensieri ed energie per gestirle. Quando hai pochi oggetti e un bagaglio leggero, quella leggerezza si trasferisce anche nella tua anima. Provare per credere. Inoltre, uno stile di vita minimalista ti aiuta a capire quali sono le cose veramente importanti nella vita, che di certo non sono gli oggetti. Certo, a parole lo sappiamo tutti, ma sapere e capire sono due cose diverse.

8. Hai un aneddoto da raccontarci, magari una piccola disavventura che ti è capitata in viaggio e che successivamente si è dimostrata una grande lezione?

Un aneddoto. Una volta in Australia sono stato ospitato per una settimana da una coppia di anziani in cambio di qualche ora di lavoro. Erano ancora molto affiatati, così una sera ho chiesto quale fosse il loro segreto. La signora mi ha risposto: “Ricordati, figliolo, che nella vita hai due possibilità: avere sempre ragione, oppure essere felice.”

Ci sto ancora lavorando su, ma quella frase mi ha cambiato la vita.

9. Sei felice?

Sì. Ma, oltre che felice, direi che sono sereno.

Questa cosa della felicità a volte può diventare una trappola. Pensare che bisogna sempre essere felici rischia di farti sentire sbagliato, o un fallimento, quando non provi quella sensazione di gioia. Ma la vita non può andare di continuo per il verso giusto: ci saranno sempre dei momenti no o dei periodi dolorosi. Secondo me ogni tanto abbiamo il sacrosanto diritto di non essere felici. Una serenità di fondo invece dovrebbe esserci sempre perché, qualunque cosa accada, già il solo fatto che abbiamo del tempo da spendere in questa vita, vuol dire che abbiamo vinto alla lotteria più importante che esista.

10. Se la tua vita fosse un messaggio che dai al mondo, che messaggio sarebbe?

Non arrenderti mai.

Jacopo Di Biase: scrittore e nomade digitale italiano

 👨🏻‍💻 Visita il sito web di Jacopo: https://jacopodibiase.it

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