Stefano De Carlo: esperto di marketing automation

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La massima forma di libertà è lottare per quello a cui teniamo di più. Senza timori di cambiare vita, casa, lavoro, abitudini.

Perché crearsi la propria felicità è un piatto che richiede una certa pratica nel dosare bene le spezie per ottenere l’equilibrio perfetto. Da migliorare, ogni giorno, e a gusto totalmente personale. In fondo non è forse questa l’essenza più affascinante del Nomadismo Digitale?

Ce lo racconta il nostro intervistato, Stefano De Carlo, imprenditore digitale di un business molto particolare: essere quel papà affettuoso che ti insegna il valore della rivoluzione della libertà.
Stefano De Carlo, esperto di business automation

1. Stefano De Carlo in due parole: Chi sei? Dove ti trovi attualmente e in cosa consiste la tua attività?

Sono un sognatore, un ottimista e un amante della vita. Sono un padre, un marito e un imprenditore. Sono uno a cui piace fare elenchi, che adora viaggiare e che va pazzo per la Nutella. Dedico almeno 2 ore al giorno alla formazione e almeno 3 ore a giocare con i miei figli. 

Vivo alle Canarie, a Gran Canaria per la precisione, e ho fondato AutomatiKing, la prima Academy in Italia sull’automazione di business. Cos’è l’automazione di business? Quell’insieme di strumenti e strategie che permette a un imprenditore di lavorare meno e meglio, di vendere di più ma senza beccarsi un infarto, di poter viaggiare in lungo e in largo e potersi dedicare al suo hobby preferito ogni giorno. Nel mio caso, è quella cosa che mi permette di lavorare solo 4 ore al giorno.

2. Ci racconti il percorso che ti ha portato fin qui e cosa ti ha spinto a intraprenderlo?

Hai presente Neo in Matrix? Anche io cercavo qualcosa, ma non sapevo cosa. 
Sapevo solo che l’idea di passare ancora 14 ore al giorno a lavorare mi dava la nausea. Sapevo solo che quella che doveva essere la strada per il successo mi stava portando alla morte. Sapevo solo che quello non era più un lavoro ben retribuito, era una prigione. Una prigione che avevo costruito io con la mia Partita IVA, con la mia ambizione e con il mio perdere di vista le cose importanti della vita.

E così, per egoismo, per amore dei miei figli e per bisogno di libertà ho pensato a come spezzare quelle catene. A come mandare avanti un’azienda senza doverci lavorare io. A come circondarmi di belle persone, di amore e di passione senza rinunciare ai miei guadagni. E così ho studiato, ho testato e ho pensato di trasmettere ad altri quello che avevo imparato. È cosi che nasce AutomatiKing, in realtà.

Stefano De Carlo, oltre al business AutomatiKing, l'amore per la famiglia

3. Qual è stato l’ostacolo maggiore che hai dovuto affrontare e come lo hai superato?

La principale difficoltà è stata capire realmente cosa volessi. Pensare lucidamente fuori dagli schemi “tradizionali” a volte non è facile. Mettici pure figli e mutuo a carico e hai un pizzico dell’ansia che avevo io. Per fortuna tanti anni fa ho incontrato una donna che mi sopporta e mi supporta. Insieme, abbiamo trasformato quell’idea in un piano. E sai come si dice? Si sopravvaluta quello che si può fare in 1 anno, ma si sottovaluta ciò che si può fare in 5.

E così, pezzetto dopo pezzetto, abbiamo conquistato entrambi l’indipendenza: lavoriamo da remoto, viviamo dove vogliamo e ci dedichiamo “anima e core” a quel magnifico viaggio che è l’essere genitori.

Stefano De Carlo: nomade digitale stanziale

4. Elenca tre pro e tre contro dell’essere nomade digitale. 

PRO

  1. sei libero, o quantomeno molto vicino a quella che io chiamo libertà;
  2. vivi il mondo reale, non in quello patinato dei turisti
  3. se guadagni poco, puoi vivere dove si costo della vita è basso. Se guadagni molto, puoi vivere dove il costo della vita è alto. Easy bro!

CONTRO

  1. mia madre mi chiede ancora che lavoro faccio e perché non sono a casa
  2. per ottenere qualcosa (esempio: la libertà), devi essere disposto a perdere qualcosa (esempio: affetti, vicinanza con la famiglia, …)
  3. devi essere mooooolto flessibile e saperti adattare

5. Cosa significa per te essere nomade digitale? Qual è il tuo stile di vita e, secondo te, c’è una differenza di filosofia tra chi decide di lavorare nel digital ma essere stanziale, e chi invece persegue il nomadismo? 

Parafrasando Shakespeare, una rosa avrebbe la stessa bellezza anche se non si chiamasse rosa. Per me Nomadi Digitali non è una definizione, è uno stile di vita. Non c’è un attestato da Nomade Digitale che guadagni se hai visitato 4 continenti. Nessuno ti premia se viaggi ogni 5 mesi o ogni 5 anni.

Vuoi lavorare nel digitale e vivere 7 anni in Tibet? Goditela Brad.
La vita è tua, e puoi essere il Nomade Digitale che vuoi. 
Basta che tu sia felice. Parola di mahatma Stefano 🙂

6. Pensi che l’essere nomade digitale o in generale location independent possa avere un’influenza sulla nostra società?

Lavoro in remoto dal 2005, da quando non sapevo manco cosa fosse il lavoro in remoto. Semplicemente per me usare un computer e Internet per trovare progetti e collaborazioni interessanti in giro per il mondo era la “cosa normale” da fare. Ho cercato stimoli e talenti in remoto da dipendente, da freelance e li cerco oggi da imprenditore. 

Quindi sì, l’essere nomade digitale o in generale essere location independent per me ha un ENORME impatto sulla società. 

Grazie a questa “visione del mondo” si superano le barriere geografiche e fisiche, si aiuta l’economia (a livello locale e globale) e si rende più facile accedere al talento (sia esso inteso come persona di talento o impresa di talento). 

E poi è risaputo che viaggiare ti apre la mente, e il mondo il cui viviamo ha bisogno di menti aperte. Vivere dove vuoi, e non dove ti ha messo il caso alla nascita, credo sia una grande lezione da imparare nella moderna società globalizzata.

7. Qual è il consiglio più prezioso che daresti a chi vuole intraprendere la tua strada/professione?

Eh, un logorroico come me potrebbe scriverti la qualunque per rispondere a questa domanda. Sono davvero tanti i consigli che mi piacerebbe condividere con chi vuole intraprendere la mia strada/professione. Ma ti stupirò e sarò brevissimo: il mio consiglio sono quattro semplici parole. 

Formarsi, sempre. 
Arrendersi, mai.

Stefano De Carlo: nomade digitale italiano ora a Las Palmas

8. Tre città / luoghi che un nomade digitale dovrebbe vedere almeno una volta nella vita e perché?
Il mio consiglio è, almeno una volta nella vita:

  • visitare quel luogo che continua a chiamarti ma non sai perché (nel mio caso, ovunque ci sia il richiamo del mare)
  • rivedere la città dove sei nato/a tu o dove sono nati i tuoi genitori, perché che tu lo voglia o no, li ci sono le tue radici (nel mio caso, Napoli)
  • trovare il posto dove ti senti a casa, fosse anche solo per un pezzo della tua vita (nel mio caso, Gran Canaria oggi è “casa”)

9. Se la tua vita fosse un messaggio che dai al mondo, che messaggio sarebbe?

Smettila di cercare di essere il più ricco del cimitero. I soldi sono importanti, e su questo nessuno discute. Ma anche avere il tempo di usare quei soldi è importante. Chi cavolo sei, Zio Paperone che nuota tra le monete avidamente accumulate nel bunker? 

Suvvia, ci vuole equilibrio! Immagina una bilancia dove da un lato ci sono i tuoi guadagni, le tue vendite, il tuo lavoro e dove dall’altro ci sono il tuo tempo libero, i tuoi affetti e i tuoi hobby. Il tuo compito è trovare quella “cosa” che dà equilibrio alla tua vita. 

Può essere qualsiasi cosa. Nel mio caso? L’automazione è il mio punto di equilibrio. Nel tuo? Boh, scrivimi su LinkedIn e raccontamelo! 🙂

10. Sei felice?

Molto. 
E se non lo fossi, credimi: troverei il modo di esserlo. 
Ogni giorno.

Stefano De Carlo e sua moglie Paola: nomadi digitali a Las Palmas

👨🏻‍💻 Visita il sito web del progetto di Stefano De Carlo: https://automatiking.com

📩 Oppure contattalo su LinkedIn!

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